Il Magistrato fa anche i nomi di quelli che non chiamarono mai: Moratti e Sensi. Gli accordi del mondo arbitrale non tendevano solo ad avvantaggiare la Juventus, ma anche a danneggiare la rivale storica, cioè il Milan. Parole che pesano, non solo sul destino della squadra, ridotta in serie B, ma anche sul destino della proprietà divenuta degli Elkann e non più degli Agnelli. C'è chi ha condotto il processo, o meglio l'accusa (e anche, putroppo, la difesa) non tenendo in considerazione tutti gli elementi. Chi chiamava chi e per dire cosa. Ora, la curva e tutti i tifosi chiedono un'unica cosa: Vogliamo giustizia! Ridateci la nostra Juve!
Finalmente, i tasselli del puzzle si stanno ricomponendo. Moggi l'ha sempre sostenuto: era consuetudine telefonare al designatore degli arbitri, per mantenere buoni rapporti. Certamente un malcostume, ma una pratica estesa. Non solo la Juventus ed il Milan, ma anche l'Inter ed altre squadre. La Roma che regalava un Rolex ad ogni arbitro per Natale. Inoltre, è alquanto noto che all'interno della famiglia Agnelli ci siano liti per accaparrarsi pezzi dell'eredità e del potere che ne deriva. Andrea Agnelli fatto fuori dagli Elkann, non mette più piede allo Stadio. Non c'è più da dire nulla, la realtà sembra chiara ed evidente: la Juventus è andata in B per volere della società. Nient'altro! Paparesta non è mai stato chiuso dentro lo spogliatoio. L'ha dichiarato lui stesso e non perché intimorito. Le intercettazioni dell'Inter sono state omesse, tralasciate e non perché meno rilevanti, solamente per declassare la Juve e il Milan e rendere le due squadre inoffensive. Ora, ridateci la nostra dirigenza, i nostri giocatori e, soprattutto, la nostra amata famiglia Agnelli.
Allo stadio, i tifosi non possono portare con sè alcuni oggetti: accendini, megafoni, tappi di bottiglie, oltre, agli ovvi, oggetti contundenti ed armi di qualsiasi tipo (come bombe a carta). Ogni tifoso che vuole assistere ad una qualsiasi partita, della sua squadra del cuore, deve lasciare alla società alcuni dati anagrafici, quali nome, cognome e data di nascita. Ogni tifoso ospite viene rilegato ai margini dello stadio e chiuso da retine. Queste strutture di protezione (o di carcerazione) impediscono la buona visione del gioco. Ora, per 'assicurare' in misura maggiore la sicurezza, i tifosi dovranno fare la Carta del Tifoso. Questa conterrà non solo dati sensibili, ma anche una foto 'segnaletica'. Barriere, perquisizioni, divieti imposti con il solo fine di impedire qualsiasi forma di violenza negli stadi.
La massa, indicata dai molti come costituita da individui delinquenti e aggressivi, viene colpita a causa del comportamento sconsiderato di pochi.
Vediamo alcuni dei metodi utilizzati da altri Stati per fronteggiare il tifo violento...