venerdì 23 aprile 2010

CHE FINE HA FATTO LA JUVE?



http://www.youtube.com/watch?v=q-LYERZSAyU

lunedì 5 aprile 2010

FALSA TESTIMONIANZA. Contattare i designatori ed avere rapporti con gli arbitri era un andazzo esteso!



Il Magistrato fa anche i nomi di quelli che non chiamarono mai: Moratti e Sensi. Gli accordi del mondo arbitrale non tendevano solo ad avvantaggiare la Juventus, ma anche a danneggiare la rivale storica, cioè il Milan. Parole che pesano, non solo sul destino della squadra, ridotta in serie B, ma anche sul destino della proprietà divenuta degli Elkann e non più degli Agnelli. C'è chi ha condotto il processo, o meglio l'accusa (e anche, putroppo, la difesa) non tenendo in considerazione tutti gli elementi. Chi chiamava chi e per dire cosa. Ora, la curva e tutti i tifosi chiedono un'unica cosa: Vogliamo giustizia! Ridateci la nostra Juve!



domenica 4 aprile 2010

GLI ULTIMI TASSELLI DEL PUZZLE. Intercettazioni del Presidente Moratti e giochi di poteri della famiglia Agnelli.


Finalmente, i tasselli del puzzle si stanno ricomponendo. Moggi l'ha sempre sostenuto: era consuetudine telefonare al designatore degli arbitri, per mantenere buoni rapporti. Certamente un malcostume, ma una pratica estesa. Non solo la Juventus ed il Milan, ma anche l'Inter ed altre squadre. La Roma che regalava un Rolex ad ogni arbitro per Natale. Inoltre, è alquanto noto che all'interno della famiglia Agnelli ci siano liti per accaparrarsi pezzi dell'eredità e del potere che ne deriva. Andrea Agnelli fatto fuori dagli Elkann, non mette più piede allo Stadio.
Non c'è più da dire nulla, la realtà sembra chiara ed evidente: la Juventus è andata in B per volere della società. Nient'altro!

Paparesta non è mai stato chiuso dentro lo spogliatoio. L'ha dichiarato lui stesso e non perché intimorito. Le intercettazioni dell'Inter sono state omesse, tralasciate e non perché meno rilevanti, solamente per declassare la Juve e il Milan e rendere le due squadre inoffensive.
Ora, ridateci la nostra dirigenza, i nostri giocatori e, soprattutto, la nostra amata famiglia Agnelli.

RITORNO DI ANDREA AGNELLI AI VERTICI SOCIETARI DELLA JUVENTUS

domenica 7 febbraio 2010

LE POLITICHE PER LA SICUREZZA NEGLI STADI

Allo stadio, i tifosi non possono portare con sè alcuni oggetti: accendini, megafoni, tappi di bottiglie, oltre, agli ovvi, oggetti contundenti ed armi di qualsiasi tipo (come bombe a carta). Ogni tifoso che vuole assistere ad una qualsiasi partita, della sua squadra del cuore, deve lasciare alla società alcuni dati anagrafici, quali nome, cognome e data di nascita. Ogni tifoso ospite viene rilegato ai margini dello stadio e chiuso da retine. Queste strutture di protezione (o di carcerazione) impediscono la buona visione del gioco. Ora, per 'assicurare' in misura maggiore la sicurezza, i tifosi dovranno fare la Carta del Tifoso. Questa conterrà non solo dati sensibili, ma anche una foto 'segnaletica'. Barriere, perquisizioni, divieti imposti con il solo fine di impedire qualsiasi forma di violenza negli stadi.



La massa, indicata dai molti come costituita da individui delinquenti e aggressivi, viene colpita a causa del comportamento sconsiderato di pochi.

Vediamo alcuni dei metodi utilizzati da altri Stati per fronteggiare il tifo violento...

venerdì 9 ottobre 2009

IL ROMBO AVEVA ILLUSO...IL ROMBO HA DELUSO!



TORINO, 6 ottobre - Il rombo aveva illu­so, il rombo ha deluso. Questo non significa che il sistema scelto da Ciro Ferrara debba essere accantonato. Anche perché è il migliore per mette­re in risalto le doti del più im­portante acquisto di stagione, Diego Ribas da Cunha. Però in certe situazioni è bene ri­flettere e - magari - adeguar­si. Nelle attuali condizioni di forma non pare sostenibile. Perché la squadra si allunga troppo, si sfilaccia e e poi su­bisce sulle fasce. Camoranesi e Diego - è una sensazione ­schierati assieme rappresen­tano un lusso. Perché l’argen­tino talvolta copre bene (come contro il Bayern), ma quando attacca (e soprattutto portan­do palla, anche perché maga­ri non aiutato dai compagni) tende a sbilanciare la squa­dra e la fascia di competenza.

AVVERSARI - Gli avversari, peraltro, hanno studiato e hanno adottato contromisure. Di fatto, la Juventus si trova a giocare spesso in inferiorità numerica da centrocampo in giù. E se Diego non è al me­glio della forma e non è conti­nuamente coinvolto dai com­pagni, il problema si amplifi­ca.

ALTERNATIVE - In assenza di Diego, l’allenatore ha indi­viduato soluzioni alternative. Ad esempio con il Genoa ha schierato un modulo innova­tivo, con Felipe Melo davanti alla difesa e tre centrocampi­stii davanti (nell’occasione Camoranesi, Poulsene Mar­chisio). Ma sono situazioni particolari, perché nella nor­ma questa squadra ha un punto fermo nel fantasista brasiliano.

DUE MEDIANI - Allora come soluzione a tutela, di fatto equilibratrice, Ferrara può puntare sui due centrocampi­sti davanti alla difesa, sorta di due mediani. Necessario a tal proposito è il recupero de­finitivo di Momo Sissoko (con Poulsen in alternativa). Sa­rebbe il 4-2-3-1, che garanti­rebbe - e non è un paradosso - più copertura e nel contem­po maggiore aggressività op­posta al centrocampo avver­sario. Sissoko e Melo ad alza­re la diga, gli altri tre ad at­taccare i registi o portatori di palla avversari. In simile si­tuazione Camoranesi ci può stare, ma anche no. Marchi­sio resterebbe punto fermo. Per il resto ci si può affidare a soluzioni più prudenti e atle­tiche (con De Ceglie a sini­stra), più aggressive con Ca­moranesi - appunto - oppure offensive con Del Piero, quando capitan Alex sarà pronto.

Articolo reperibile nel sito: http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2009/10/06-41731/Il+rombo+vacilla.+Ferrara+studia+il+4-2-3-1

Ditemi la vostra in merito! SI O NO AL ROMBO???

sabato 3 ottobre 2009

JUVENTUS - BOLOGNA 1-1

JUVENTUS: Buffon; Zebina (21’ st Caceres), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Melo, Marchisio; Diego (15’ st Giovinco); Amauri (39’ st Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Manninger, De Ceglie, Poulsen, Iaquinta.
BOLOGNA: Viviano; Raggi, Britos, Portanova, Lanna; Vigiani (17’ st Osvaldo), Mingazzini, Guana, Valiani (10’ st Tedesco); Di Vaio (21’ st Adailton), Zalayeta. A disposizione: Colombo, Zenoni, Santos, Mudingay.

RETI: Trezeguet (24’) pt, Adailton (47’) st





Si gioca la domenica alle 15 (finalmente), davanti a più di 26000 persone. La sconfitta dell'inter il giorno prima a genova e il ritorno di Diego hanno sicuramente caricato l'ambiente, e tutti si aspettano l'inizio di una mini fuga in testa al campionato.

La Juve inizia subito bene, guadagnando 2 calci d'angolo nei primi 3 minuti. La prima conclusione a rete è opera di Claudio Marchisio che prova a sorprendere il portiere bolognese con un tiro da fuori.
Al 24' arriva il gol : grandissima azione di un ritrovato Zebina che dopo aver percorso 40 metri palla al piede, mette un pallone in mezzo dove Trezeguet è pronto a mettere in rete il pallone, respinto malamente da Viviano.
Per tutto il primo tempo la Juve sembra controllare bene la gara e il bologna non si rende mai perciloso.
Nella ripresa Ferrara sostituisce Diego con Giovinco, ma il talentino non riesce ad incidere sulla partita.
Il Bologna si rende pericoloso più volte e solo grazie a un grande Gigi Buffon, la partita non cambia aspetto. Al 39' entra in campo Alessando Del Piero : presenza numero 400 in serie e prima apparizione ufficiale in questa stagione.
Purtroppo poco dopo il Bologna riesce a trovare il pareggio grazie ad un bel gol di Adailton. La partita finisce 1-1 tra la delusione generale. Resta da chiedersi se Ciro non avesse fatto meglio ad inserire un centrocampista difensivo (Poulsen) invece di Giovinco o Del Piero. Ma con il senno di poi è forse troppo facile fare certe considerazioni.
Se proprio si deve trovare un migliore in campo tra le fila bianconere, dico David Trezeguet. 2 gol in 2 partite potrebbero essere un ottimo segno in vista del proseguo della stagione

domenica 27 settembre 2009

GENOA - JUVENTUS 2-2

GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (22’ st Kharja), Zapater, Modesto (17’ st Papastathopoulos); Mesto, Floccari (1’ st Crespo), Sculli. A disposizione: Scarpi, Esposito, Palacio, Palladino.

JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Marchisio (31’ st Giovinco), Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi, Amauri (37’ st Trezeguet), Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Zebina, Caceres, De Ceglie, Salihamidzic.

Marcatori : Iaquinta (6’) pt,Mesto (31’) pt ,Crespo (30’) st, Trezeguet (41’) st.










Non si può certo dire che l'urna abbia partorito un inizio soft per Ciro & Company. Roma, Lazio e Genoa sono tra le trasferte più insidiose di tutto il campionato e il rischio di uscire con le ossa rotte da almeno un campo è elevatissimo. Ben consci di questo, gli undici bianconeri sono scesi in campo con grande determinazione, pronti a combattere su ogni pallone e a portare a casa i 3 punti.
L'incontro inzia (ancora una volta!) bene : cross di Marchisio, finta di Camoranesi, tiro di Iaquinta e uno a zero! Ancora una volta la Juventus va in vantaggio al primo affondo e ancora una volta Camoranesi e Iaquinta sono protagonisti.
Il primo tempo continua su alti livelli, le squadre giocano un calcio veloce e brillante ma le occasioni non sono molte. Al 31' arriva il pareggio del Genoa : cross di Sculli dalla sinistra, colpo di testa di Mesto, lasciato colpevolmente solo da Fabio Grosso.
Nel secondo tempo il ritmo di gioco cala leggermente, ma le occasioni non mancano. La Juventus va a segno 2 volte, ma in entrambe le occasioni (una a ragione e una no) il guardaline decide di annullare il gol per fuorigoco.
Ovviamente, il Genoa riesce a segnare alla prima occasione con un ritrovato Crespo.
Fortunatamente, a pochi minuti dalla fine ci pensa David Trezeguet a riportare la situazione in parità : 2-2.
Da segnalare la grande prova di Marchisio (7.5), il vero motore del centrocampo Juventino.
 

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